«Una vergogna capitale». È il giudizio di Valentina Coppola, presidente di EARTH ODV, sulla riapertura dell’Ippodromo di Capannelle, presentata dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri e dall’assessore allo Sport Alessandro Onorato insieme al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Il Campidoglio rivendica il rinnovamento delle piste, degli impianti e il recupero di tribune, Club House, sala fantini e locali destinati a medici, veterinari e controlli antidoping. Inoltre 85 lavoratori sarebbero tornati al lavoro dopo un periodo di cassa integrazione.
Numeri che, secondo EARTH ODV, non possono oscurare il tema del benessere e la tutela degli animali utilizzati nelle corse.
«Da una parte il Comune di Roma si dichiara amico degli animali e parla da anni del superamento delle botticelle — afferma Valentina Coppola — dall’altra parte assistiamo alla riapertura di un impianto destinato alle corse dei cavalli».
«Il Comune — prosegue la presidente di EARTH ODV — nonostante tanti proclami, non ha mai risolto la questione delle botticelle, nemmeno trasferendo i cavalli a lavorare nei parchi come chiediamo da anni. I cavalli delle botticelle sono stati costretti a lavorare anche durante questa estate torrida. E mentre per questi animali non si trova una soluzione, il Campidoglio celebra la riapertura dell’ippodromo di Capannelle».
«Le corse dei cavalli vengono presentate come una grande occasione per rilanciare l’economia e l’ippica italiana — sottolinea Coppola — ma noi riteniamo che non si possa parlare di progresso ignorando i rischi cui gli animali vengono sottoposti. Un cavallo non è un atleta che sceglie di partecipare a una competizione: è un animale che viene utilizzato dall’uomo per correre e competere con frequenti incidenti che portano all’abbattimento dell’animale, per non parlare dei casi di doping tutt’altro che rari visti gli interessi economici che girano nel mondo dell’ippica».
«Una città che vuole definirsi attenta agli animali — conclude Valentina Coppola — dovrebbe interrogarsi sul superamento di ogni forma di sfruttamento animale per spettacolo e intrattenimento, non celebrarne il ritorno. Non si può dire di voler proteggere gli animali e contemporaneamente sostenere attività che li trasformano in strumenti di competizione e profitto».

